Nel linguaggio comune si tende spesso ad associare il concetto di pellame pregiato al lusso o alla rarità. In realtà il valore di una pelle non dipende soltanto dall’origine animale, ma da un insieme molto più complesso di fattori.
Un pellame diventa pregiato quando riesce a combinare:
- qualità della materia prima;
- uniformità della superficie;
- struttura della fibra;
- resa estetica;
- qualità della concia;
- durata nel tempo;
- difficoltà di lavorazione.
Per questo motivo esistono pelli estremamente comuni che, se selezionate e lavorate correttamente, raggiungono livelli qualitativi superiori rispetto a materiali più rari.
Il vero pregio nasce dall’equilibrio tra natura e lavorazione.
Elementi di valutazione
Questi sono gli elementi che vengono valutati per distinguere un pellame pregiato da uno comune.
1. Qualità del fiore
Il fiore è la superficie più esterna della pelle. Se questa è uniforme, con pori regolari e poche imperfezioni, il valore del pellame aumenta.
2. Finezza della fibra
Le fibre della pelle più compatte e regolari producono una maggiore morbidezza, un’ottima risposta alla lavorazione e un migliore invecchiamento.
3. Resa produttiva
Le pelli con pochi difetti naturali permettono di utilizzare una superficie più ampia e di conseguenza aumentare la resa produttiva.
4. Concia e rifinizione
Una pelle di ottima origine può perdere valore se trattata male. Al contrario una concia eccellente può esaltare caratteristiche naturali straordinarie.
Tipologie
Il vitello: il riferimento assoluto della pelle di alta gamma
Quando si parla di pellame pregiato, il primo riferimento resta quasi sempre il vitello. Le caratteristiche di questa pelle sono: fibra molto fine, elastica, morbida e uniforme.
I principali utilizzi sono:
- calzatura di alta gamma;
- pelletteria di lusso;
- piccola pelletteria;
- accessori premium.
Il vitello pieno fiore rappresenta ancora oggi uno degli standard qualitativi più riconosciuti.
Il pieno fiore: il pregio della naturalezza
Il pieno fiore non indica una specie animale ma una lavorazione. È considerato uno dei materiali di più alta qualità. La conciatura può essere effettuata sia al cromo che al vegetale.
Le peculiarità della pelle fiore sono il mantenimento della superficie naturale, sviluppa la patina nel tempo e ha una maggiore traspirabilità.
Data la sua unicità non è tutta uniforme ma ogni pezzo è leggermente diverso dagli altri.
Cordovan: resistenza e pregio
Il Cordovan è pelle equina utilizzata principalmente per la realizzazione di scarpe.
Le parti utilizzano sono i groppi, ovvero i quarti posteriori del cavallo, infatti, spesso il nome utilizzato è “shell Cordovan”. Si utilizzano solo queste parti per la loro struttura fibrosa molto densa che ne garantiscono durevolezza e resistenza.
Proprio per questa limitata selezione, la pelle Cordovan è molto pregiata ed ha un prezzo elevato. Da un animale si può selezionare la pelle solo per realizzare un paio di scarpe.
Il processo di produzione differisce dalla pelle bovina classica. Il tempo di produzione è di circa 6 mesi e prevede numerose fasi di lavorazione.
Ad essere lavorato è il lato carne e non quello fiore che dopo le numerose lavorazioni apparirà liscio e lucido come il lato esterno. La finitura finale sarà con la cera rendendo la pelle ancora più lucida.
Principali applicazioni:
- scarpe di alta gamma;
- piccola pelletteria;
- articoli artigianali.
Il vero lusso di oggi: qualità più che rarità, per molti anni il concetto di pellame pregiato è stato associato alla rarità. Oggi il settore si sta orientando verso un concetto diverso: pregio significa qualità della materia prima, lavorazione eccellente e durata nel tempo.
La pelle di struzzo: riconoscibilità e morbidezza
La pelle di struzzo è riconoscibile dalla superficie con i follicoli rialzati.
Le principali caratteristiche sono:
- Durabilità: molto resistente all’usura, rendendola perfetta per i prodotti di uso quotidiano.
- Morbidezza: nonostante la pelle di struzzo sia resistenza è anche molto morbida.
- Flessibilità: facilmente modellabile e sagomabile, rendendola adatta a diversi utilizzi.
- Traspirabilità: la pelle è naturalmente traspirante, aggiungendo comfort agli articoli realizzati soprattutto per scarpe e abbigliamento.
Il cervo: morbidezza naturale
La pelle di cervo è apprezzata per le sue qualità, morbidezza e resistenza, rendendola un’ottima scelta per la moda di lusso.
Le sue caratteristiche principali sono:
- Morbidezza: la pelle di cervo è molto morbida, offrendo comfort ed eleganza ai prodotti realizzati.
- Traspirabilità: naturalmente traspirabile, rendendola adatta ad abbigliamento e calzature.
- Resistenza: nonostante sia morbida, è anche molto resistente, donando al prodotto realizzato forza e longevità.
- Flessibilità: un’altra caratteristica è la flessibilità, adeguandosi con l’utilizzo ai movimenti e alle forme.
- Grano visibile: la pelle di cervo ha un aspetto naturale con il grano ben visibile, aggiungendo ulteriore qualità estetica al materiale.
Una delle caratteristiche più notevoli della pelle di cervo è l’aspetto naturale e texturizzato, che aggiunge una qualità estetica al materiale.
Le principali applicazioni sono:
- guanti;
- abbigliamento;
- borse e accessori.
Il coccodrillo: uno dei pellami più riconoscibili e selettivi
Tra i pellami considerati storicamente più pregiati, il coccodrillo occupa una posizione particolare. Il suo valore non dipende semplicemente dalla rarità ma da una combinazione di fattori:
- regolarità delle squame;
- morbidezza dopo la concia;
- dimensione utile del pannello;
- resa estetica;
- difficoltà di lavorazione;
- provenienza.
Nel settore contemporaneo il pregio di queste pelli non è determinato soltanto dall’estetica, contano sempre di più l’origine documentata dei pellami, l’allevamento controllato, la conformità normativa, la qualità conciaria e la continuità della filiera.
Per questo due pelli entrambe definite “coccodrillo” possono avere valori e destinazioni completamente differenti.
Nel mercato della pelletteria di alta gamma vengono generalmente considerate quattro principali famiglie:
1. Alligator mississippiensis – Origini principali: Stati Uniti
L’alligatore americano è probabilmente la pelle più riconosciuta nel segmento di alta gamma, rappresentando il lusso statunitense. L’aspetto distintivo è che le squame tendono a essere più armoniche e meno aggressive rispetto ad altre specie.
Le caratteristiche sono: squame centrali molto regolari, superficie ordinata, mano morbida, ottima resa estetica.
Le principali applicazioni sono: borse di alta gamma, piccola pelletteria, calzatura e cinturini.
2. Crocodylus niloticus – Origini principali: Sud Africa, Zimbabwe, Zambia
È una delle pelli più utilizzate nel lusso internazionale. Rappresenta lo standard nel lusso della pelletteria in Europa. Offre pannelli molto equilibrati e una forte eleganza visiva.
Le caratteristiche sono: squame più fini, elevata uniformità, ottima colorazione e grande versatilità.
Gli utilizzi principali sono: borse, accessori e pelletteria sartoriale.
3. Crocodylus porosus – Origini principali: Australia, Singapore, Thailandia
Conosciuto anche come saltwater crocodile, è spesso considerato il riferimento assoluto del segmento ultra-premium. La zona ventrale produce pannelli molto ampi e regolari.
Le caratteristiche sono: squame estremamente simmetriche, superficie molto pulita e grande valore commerciale.
È utilizzato soprattutto in: pelletteria di altissimo livello, pezzi in edizione limitata e speciale e lavorazioni speciali.
4. Caiman crocodilus – Origini principali: Brasile, Colombia
Il caimano appartiene a una famiglia diversa rispetto al coccodrillo propriamente detto. Rispetto ad alligatori e coccodrilli, ha scaglie meno uniformi e la pelle è solitamente più economica offrendo resistenza e un aspetto naturale.
Le caratteristiche sono: squame piccole e irregolari più marcate, presenza di strutture ossee superficiali più evidenti, meno morbida al tatto. Ha una consistenza molto forte e immediatamente riconoscibile.
Le applicazioni principali sono: accessori e pelletteria strutturata.
La pelle di serpente: leggerezza, disegno naturale e identità estetica
Tra i pellami considerati più distintivi nel mondo della pelletteria, la pelle di serpente occupa una posizione particolare per il suo equilibrio tra leggerezza, flessibilità e forte caratterizzazione estetica.
A differenza di altri pellami pregiati, il valore della pelle di serpente non dipende principalmente dalla dimensione del pannello o dalla robustezza strutturale, ma dalla regolarità del disegno naturale, dalla qualità delle squame e dalla lavorazione conciaria. La superficie conserva infatti una trama geometrica che rende ogni pezzo naturalmente diverso dagli altri.
Nel mercato della pelletteria il materiale più conosciuto è generalmente il pitone (Python reticulatus), le cui maggiori origini sono Indonesia, Malesia e Thailandia.
La pelle di serpente è probabilmente la più diffusa nella pelletteria di fascia alta.
Le caratteristiche sono: squame ampie e ben visibili, elevata flessibilità, ottima resa cromatica e forte riconoscibilità estetica.
A differenza del vitello o del coccodrillo, qui il valore è spesso legato a parametri specifici.
I principali elementi di valutazione sono: la simmetria del disegno, l’integrità delle squame, l’uniformità della superficie, la morbidezza dopo concia, la qualità della tintura e la resa del pannello.
Una lavorazione di alto livello riesce a mantenere il rilievo naturale senza irrigidire il materiale. Raramente viene scelta per articoli che richiedono elevata resistenza strutturale.
I maggiori utilizzi sono per: piccola pelletteria, borse, inserti decorativi, calzature e accessori.
Oggi il pregio della pelle di serpente non è legato soltanto all’aspetto estetico ma assumono importanza anche altri elementi come:
- tracciabilità della provenienza;
- conformità normativa internazionale;
- qualità della concia;
- continuità della filiera produttiva.
Per questo due prodotti entrambi definiti “in pelle di serpente” possono avere caratteristiche e valori molto diversi tra loro.
